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mercoledì 5 ottobre 2011

Una lettera personale, e triste, scusatemi...

Caro papàmicio, ogni tanto ho paura e mi sento tanto sola. Ho paura di non farcela, di non riuscire a stare sempre da sola. Lo so, non sono sola: ci sono i miei genitori, i tuoi genitori, amici e parenti varii, ma io vorrei avere te lì accanto a me, la sera quando mi addormento, la notte in una delle mille volte che mi alzo e poi ritorno al calduccio sotto le coperte, la mattina quando mi sveglio, un bacio prima di affrontare una nuova giornata. 
Ho paura per le nostre cucciole. Elly ha tanto bisogno di te, anche se spesso non vuole parlarti al telefono, ma non so, è come se fosse un modo per non soffrire, perchè poi ti nomina sempre. Mi racconta che il suo cucciolo di canguro Roo è tanto triste perchè non c'è il suo papà e quando le chiedo "ma perchè? dov'è il papà di Roo?" lei mi dice che lavora lontano in un'altra città... 
E poi la "bambinina" (come la chiama Elly) che arriverà tra poco, avrà bisogno di stare tra le tue braccia, di sentire la tua voce, di accarezzare i tuoi capelli. Lo so queste cose le sai, te le dico sempre ma ci sono giorni in cui la paura prende il soppravvento. Ci sono giorni in cui non sono per niente una donna coraggiosa, in cui basta un gesto, una frase, un oggetto per farmi cadere in uno stato di tristezza interiore che non oso condividere con nessuno. Ci sono giorni che penso al futuro, con le due cucciole e te lontano, con me che già l'altra volta (per tutto un intero anno dopo il parto e forse anche oltre) ero decisamente sul depresso ma almeno avevo te vicino, questa volta tu non ci sarai e devo contare solo sulle mie forze. Devo farcela a tutti i costi, in qualche modo dovremo andare avanti, però te lo devo dire: io ho paura e mi preoccupo e mi autodeprimo... perdonami per queste parole ma credo che forse dopo 12 anni insieme sai già tutto.  


lunedì 14 febbraio 2011

Di pantofole e Sunshine Award

San Valentino 2011, ecco il regalo che papàmicio mia ha portato in anticipo sabato:


ebbene si, sono delle pantofole del Lupo Ezechiele (credo si chiami così) della Disney.
Dopo una prima piccola smorfia, le ho indossate e fatto la domanda più ovvia:
"Ma tra tutti i personaggi della Disney (che sono tanti tanti) proprio il lupo????!!!!!!" tipo una Minnie, o una Paperina qualsiasi????
Ha dei bei baffoni e un folto ciuffo di pelo... sarà un modo come un altro per dirmi che devo andare dall'estetista???!!!

Comunque, a parte questo pegno d'amore, oggi ho ricevuto un bellissimo premio da Mammadesign autrice del blog Mammachecasa, molto molto carino, che ringrazio e a cui mando un grandissimo abbraccio



Questo premio è stato proprio un raggio di sole in questo grigio, freddo e piovoso lunedi di febbraio...
Allora ecco le poche semplici regole:
1. Ringraziare nel nostro post coloro che ci hanno premiato
2. Scrivere un post per il premio
3. Passarlo a 12 blog che riteniamo meritevoli
4. Inserire il link di ciascuno dei blog che abbiamo scelto
5. Dirlo ai premiati
Come poter scegliere questi 12 blog? sono veramente in difficoltà... rigorosamente in ordine sparso e casuale, ecco a chi mando un caldo e avvolgente raggio di sole:
1.Mammapapera
2.
Smile
3.
Pinkmommy
4.
Kriegio
5.
Mammabradipo
6.
Twins
7.
Potolina 
8.
kia di Appunti di un viaggio
9.
Chiara di Viaggiare con bambini

12.Seavessi

Vorrei scrivere una dedica a tutte voi ma, nonostante siano solo le 23 mi sento come se fossero le 3 di notte, perdonatemi, ora già pigiamata e pronta vado sotto le coperte... buonanotte!




lunedì 11 ottobre 2010

La geografia della mia vita...

Una laurea in "rapporti a distanza" ecco quello che dovrei ricevere!!! 
Voglio fare un rapido riassuntino della geografia della vita mia e di papàmicio dalla notte dei tempi in cui ci siamo conosciuti....
Dunque avevo 19 anni, avevo appena iniziato l'Università e stavo a Bologna, lui a Campobasso. 
L'anno successivo è stato mandato a Gorizia, poi 6 mesi a Saraievo, poi ancora Gorizia. Io sempre a studiare (!!!) a Bologna. 
L'anno della mia tesi lui era a Modena ma casualmente il giorno della mia laurea fu mandato in Brasile a Rio de Janeiro... no comment. Comunque per un anno ancora siamo stati "vicini": io sempre a Bo e lui a Modena. Poi è arrivata Roma per lui e il ritorno in "patria" (Ancona) per me...  così sono volati altri 3 anni... nel 2006 ci siamo sposati, che se aspettavamo di vivere nella stessa città... chissà se mai sarebbe successo... 
Arriviamo a tempi più recenti: quando lui è stato trasferito a Firenze. Dopo pochi mesi, la sottoscritta ha fatto armi e bagagli, si è licenziata, e con l'idea di iniziare finalmente una vita "insieme" è sbarcata in Toscana. Alla fine del 2007 più o meno consapevolmente abbiamo concepito la piccola Lisbeth e a settembre 2008 è nata... dove? è lecito chiedersi, beh ad Ancona (madrepatria dei genitori), avrei preferito Firenze ma ormai è andata così. Quando la piccola aveva due settimane, il neo papà è stato trasferito a Bari... e qui si tratta di storia recentissima, mammamicia ha nuovamente fatto armi e bagagli e si è avventurata in Puglia. 
Lì, nel bene e nel male, più nel male direi, siamo rimaste 2 anni scarsi. 
Attualmente la situazione è la seguente: le due donne della famiglia risiedono ad Ancona, io sto iniziando finalmente a lavorare (grazie! grazie! grazie!), la micetta va al nido, ci sono i nonni, abbiamo la nostra casetta (c'è sempre stata ma sempre non utilizzata) e... papàmicio? ecco lui è ancora a Bari e ogni 2 week torna. La ns speranza è che si tratti solo di un anno ancora di lontananza forzata... 
veramente io ci spero tanto perchè vedere la mia piccola che si dispera cercando il papà è la cosa più brutta e triste che ho provato, di solito finisce che piango un pochino anche io, ci abbracciamo un po' e ci autoconsoliamo...
Insomma, allora questa laurea sui rapporti a distanza credo di essermela guadagnata, no!? 

venerdì 4 giugno 2010

Auguri


Auguri papàmicio, questa mattina ancora annebbiata dalla nottata funesta non sapevo neanche che giorno fosse... ma mai potrei dimenticare il 4 giugno 2006...
purtroppo la vita ci tiene ancora una volta lontani, ma solo fisicamente...

martedì 1 giugno 2010

Nostalgia



Ecco, prima di andarmene ho fatto queste foto per ricordarmi che cosa ho lasciato, che cosa NON mi mancherà del quartiere S.Paolo...
qui a fianco le tristemente famose palazzine Matarrese
qui sotto veduta di una delle vie principali del quartiere


purtroppo quello che mi manca più di ogni altra cosa, quello per cui ho sacrificato la mia vita, è questo:


mercoledì 26 maggio 2010

La tempesta

Non avrei mai dovuto scrivere che ero contenta, infatti già dopo poche ore si potevano scorgere presagi di tempesta. Ho cenato da sola (micetta dormiente e papà al lavoro), volevo vedere se c'era qualcosa in Tv (ogni tanto ci spero) ma non ho neanche trovato il telecomando... leggo nel letto e poi decido di dormire, almeno per una sera vado a letto presto! Dopo poco vengo risvegliata da un odore di bruciato terrificante che si era diffuso ovunque. Mi catapulto in cucina e trovo papàmicio avvolto in una nuvola di fumo che mi dice: tutto sotto controllo ho solo esagerato nel scaldare gli involtini nel microonde... (ancora oggi, dopo 36 ore, sento quella puzza)
Fino a qui nulla di catastrofico, la "bella" notizia è arrivata il giorno dopo, ieri, quando mi giunge una telefonata a metà mattinata da papàmicio, tono di voce già da funerale: "ciao, a settembre mi trasferiscono" pausa di silenzio interminabile...
"dove???????" chiedo con insistenza, lui: "in un posto di m....! si chiama XXXX, fa schifo da tutti i punti di vista, lavorativo per me, lavorativo per te, socialmente per tutti" ... io sono una persona impulsiva e non ho potuto non insultare lui, il suo lavoro, la sua scelta e chi più ne ha più ne metta, poi mi sono messa a piangere, tantissimo. Mia madre mi ha sempre detto che piangere non risolve nulla ma non è vero, a me serve eccome! Dopo un bel pianto riesco a ragionare meglio, certo ho una faccia terribile, ma almeno sono un filo più lucida e un pochino più razionale. Comunque la situazione è tragica da tutti i punti di vista. Io e papàmicio abbiamo sviscerato il problema in lungo e in largo, ci troviamo di fronte i seguenti scenari:
- io e la piccola Lisbeth seguiamo fedelmente papàmicio nella sua sfigatissima sede di lavoro, dove la vita sociale non esiste e dove io non riuscirò a lavorare; quindi sarò depressa, sola e isterica per circa tre anni e mia figlia potrà vedere suo padre una volta al giorno per circa 2 ore, nei giorni tranquilli, o zero, nei giorni incasinati e avrà una mamma pazza
- io e la piccola Lisbeth torniamo a "casa" nostra e viviamo lì, dove forse riuscirò a lavorare, avrò vicini amici e parenti (nel bene e nel male) e sicuramente assaporeremo l'ebrezza di vivere in una delle 10 città dove, a detta degli esperti, la qualità della vita è migliore. Tutto questo però sarà senza mio marito, nonchè papà della piccola Lisbeth per cui sarò comunque depressa perchè vivo lontano da lui e faccio crescere mia figlia quasi senza papà.
Ergo, anche oggi mi viene da piangere...