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venerdì 8 marzo 2013

La mia battaglia quotidiana

Proprio oggi, ancora oggi, ma come tutti i giorni dell'anno, mi ritrovo a combattere. Si a combattere solo per dimostrare che in quanto donna e mamma sono in grado di fare il mio lavoro, a mio giudizio, anche bene, in un ambiente maschile, di quegli uomini medievali che credono che una donna con figli non possa essere imprenditrice, non possa essere manager, non possa essere nulla fuorchè una impiegata di basso livello. E' vero che sicuramente ho meno flessibilità di orari e disponibilità di tempo in generale, ma qui c'è proprio un pregiudizio a prescindere, compiti diversi e un minimo più imprenditoriali non mi vengono affidati e la motivazione del capo è quella di cui sopra: hai figli, sei una donna: non puoi, non sei in grado...  E' triste, ma la cosa più triste di tutte ancora non l'ho scritta, questo capo maschilista medievale è mio padre, un padre che dirige un'azienda nella quale vede come unico suo successore mio fratello, in quanto maschio, mentre io, in quanto femmina, non posso che avere un ruolo secondario e irrilevante. Non ho nulla contro mio fratello, anzi, per me è bravissimo, ma potremmo essere insieme, invece che per forza, a prescindere da tutto in una posizione di subalternanza solo per fatto che lui è uomo!
 
Io, nel mio piccolo, non smetterò mai di combattere per far valere i miei diritti e anche voi non mollate mai mi raccomando!
Buona festa della Donna!

mercoledì 5 ottobre 2011

Una lettera personale, e triste, scusatemi...

Caro papàmicio, ogni tanto ho paura e mi sento tanto sola. Ho paura di non farcela, di non riuscire a stare sempre da sola. Lo so, non sono sola: ci sono i miei genitori, i tuoi genitori, amici e parenti varii, ma io vorrei avere te lì accanto a me, la sera quando mi addormento, la notte in una delle mille volte che mi alzo e poi ritorno al calduccio sotto le coperte, la mattina quando mi sveglio, un bacio prima di affrontare una nuova giornata. 
Ho paura per le nostre cucciole. Elly ha tanto bisogno di te, anche se spesso non vuole parlarti al telefono, ma non so, è come se fosse un modo per non soffrire, perchè poi ti nomina sempre. Mi racconta che il suo cucciolo di canguro Roo è tanto triste perchè non c'è il suo papà e quando le chiedo "ma perchè? dov'è il papà di Roo?" lei mi dice che lavora lontano in un'altra città... 
E poi la "bambinina" (come la chiama Elly) che arriverà tra poco, avrà bisogno di stare tra le tue braccia, di sentire la tua voce, di accarezzare i tuoi capelli. Lo so queste cose le sai, te le dico sempre ma ci sono giorni in cui la paura prende il soppravvento. Ci sono giorni in cui non sono per niente una donna coraggiosa, in cui basta un gesto, una frase, un oggetto per farmi cadere in uno stato di tristezza interiore che non oso condividere con nessuno. Ci sono giorni che penso al futuro, con le due cucciole e te lontano, con me che già l'altra volta (per tutto un intero anno dopo il parto e forse anche oltre) ero decisamente sul depresso ma almeno avevo te vicino, questa volta tu non ci sarai e devo contare solo sulle mie forze. Devo farcela a tutti i costi, in qualche modo dovremo andare avanti, però te lo devo dire: io ho paura e mi preoccupo e mi autodeprimo... perdonami per queste parole ma credo che forse dopo 12 anni insieme sai già tutto.  


martedì 17 maggio 2011

Come Carlà!!!!

Ebbene si, le analisi confermano, non è uno scherzo, è tutto vero! Sarò bis mamma, anzi lo sono già perchè la nuova vita è già lì dentro di me!
Un mare di ricordi belli ma anche tristi mi hanno sommerso. 
Quando si è incinta per la seconda volta inevitabilmente si pensa alla prima e mi sono tornate in mente tante cose che mi sono successe in quei nove mesi, posso solo sperare che questa volta il fato sia più clemente...
Si, perchè non ho mai raccontato che al sesto mese io e papàmicio siamo stati investiti da un motorino mentre attraversavamo la strada a Firenze. Io ho rotolato con la pancia ma niente, solo qualche acciacco e una paura folle. Anche il tipo del motorino poi ha avuto molta paura per tutti gli insulti che gli ho urlato...
Esattamente un mese dopo, mi ero appena ripresa dallo shock, papàmicio ha preso una forma di Meningococco che si chiama virus toscano, attraverso una puntura di un minuscolo insettino, ed è stato una settimana in ospedale, io a casa in pena totale. 
Ma non finisce qui. Quando ormai la mia pancia era un bel cocomero, fine luglio, ho deciso di dare l'ultimo esame che mi mancava per finire il primo anno di SISS. Dati tutti gli eventi precedenti, il caldo e la pancia, non ero preparatissima ma neanche allo sbaraglio. Beh dopo un'ora di interrogatorio mi fanno una domanda proprio su l'unica cosa che non sapevo e il tipo (chiamarlo prof è troppo lusinghiero) mi dice: "niente, torni la prossima volta" io:"si ma la prossima volta è a settembre e io devo partorire... non mi può fare un'altra domanda?" mi ha risposto:"arrivederci". 
Ancora adesso, mentre lo scrivo mi viene una rabbia che se lo avessi di fronte potrei anche ucciderlo. Non sono stata mai una super secchiona ma mi sono laureata in corso con il max dei voti, mai stata bocciata e quel giorno tra le lacrime gli ho anche implorato un 18... Niente basta non ci devo pensare più... sono andata anche fuori tema...
Insomma tutto questo per dire che spero proprio che i prossimi otto mesi siano tranquilli, faticosi ma tranquilli. 
Solo il pensiero di doverlo comunicare al mio datore di lavoro già mi crea ansia... vado a dormire che è meglio...

mercoledì 11 maggio 2011

L'ho comprato...

Informazione top segret per tutta mia famiglia: ieri ho comprato il test di gravidanza... Non si sa quando farlo perchè da quando, più o meno coscientemente, abbiamo deciso di provarci, il mio ciclo, fino a ieri precisissimo, ha iniziato a fare scherzi.
Questa è la prova di quanto il mio cervello, o comunque la mia condizione psicologica influenzi tutto il resto... ma questa non è una novità...
Siccome rimarrei troppo delusa se risultasse negativo sono un po' di giorni che rimando, nel frattempo non succede niente ma sono emozionata e distratta... prima o poi vi farò sapere...

Intanto se chiedo alla piccola Lisbeth come vorrebbe chiamare un ipotetico fratellino/sorellina, la sua risposta è sempre: "Cicciopasticcio!" andiamo bene!!!!!

giovedì 24 marzo 2011

Il mondo in cui viviamo

Ma in che mondo viviamo?
La domanda sorge spontanea se un attimo ci si ferma a pensare seriamente.
Questione cibo. Da quando è nata la piccola Lisbeth mi sono, come dire, svegliata, ho aperto un po' gli occhi e ho scoperto le seguenti cose spiacevoli:
- nella maggior parte dei biscotti/merende e dolciumi affini ci sono grassi idrogenati --  eliminati
- nel prosciutto cotto, nella mortadella e giù di lì, non si sa bene cosa c'è, coloranti? conservanti? c'è chi mi ha detto che con una siringa iniettano un liquido per farli diventare rosa.... quindi eliminati
- nella pasta venduta come "fresca" e in un elenco quasi infinito di altri cibi viene aggiunto il "glutammato" -- eliminati
- nel pane e nella pizza che si compra in giro c'è spesso una lista di ingredienti addizionali che fa rabbrividire -macchina del pane
- la carne e il pollo in particolare, possono contenere ormoni e chissà cos'altro, quindi molta attenzione a dove si compra
- frutta e verdura biologica si ma anche lì bisogna stare attenti (da dove viene e come viene trattata, non sempre biologico è sinonimo di sicuro, purtroppo)
- il pesce? c'è chi mi ha detto che, essendo il mare inquinatissimo, addirittura sarebbe meglio non mangiarlo...

E già così potrei fermarmi ma arriviamo alla questione detersivi per pulizie, lavatrice e lavastoviglie; saponi e bagnoschiuma varii. Che cosa contengono esattamente e perchè?  Dopo essermi documentata assai ma mai abbastanza, ho cercato  di cambiare radicalmente le mie abitudini, sia per essere ecologicamente più corretta sia per motivi proprio di salute: detersivi faidate o eco eccet.... ma è comunque un lavoro in più, un impegno in più...

Arriviamo al dunque, anche riuscendo a eliminare tutte le schifezze che ci circondano appena si entra in un supermercato,  bisogna riflettere sulla questione "radiazioni elettromagnetiche". Da laureata in fisica naturalmente ci capisco abbastanza e volevo diffondere un bellissimo grafico che un mio amico fisico mi ha fatto vedere (grazie Lucio!!!), eccolo qui. Non so quanto sia chiaro comunque è bene sapere che aldilà del disastro in Giappone la nostra esposizione media giornaliera derivante da altre fonti è veramente alta.

Ecco questo è il mondo in cui viviamo e ho sorvolato sulla qualità dell'aria che respiriamo e su molte altre cose deleterie in cui siamo immersi....
Non volevo essere catastrofista ma questo mondo a me non piace per niente e mi chiedo come e perchè siamo arrivati a questo punto? Voi cosa ne pensate? sono esagerata? mi faccio troppi problemi???

venerdì 18 marzo 2011

Di Fratelli d'Italia e non

E' circa un mese che dentro le nostre mura si canta una sola canzone, o meglio, piccola Lisbeth canta una sola canzone, fosse per me cambierei anche repertorio. Quando meno te lo aspetti, mentre gioca con i suoi pupini, o mentre e seduta sul vasino, la senti che intona: "Fratelli d'Italia... l'Italia s'è dessa, dell'elmo di scipio s'è cinta la tetta..." e così via, la sa praticamente tutta e poi ovviamente vuole che la canto anche io! Devo dire che le sue maestre del nido hanno veramente fatto un gran lavoro!!  Napolitano sarebbe orgoglioso di loro e di mia figlia!!! In più ieri, vedendo tutte quelle bandiere sparse un po' dappertutto, mi chiamava dicendo: " mamma, guarda! la bandiera dei fratelli d'Italia!!!". 
La piccola patriottica riesce sempre a farmi tornare il buon umore!
Si perchè in realtà in questi giorni e nei mesi a venire vedo solo grandi problemi all'orizzonte...
I nonni e i bisnonni della piccola Lisbeth iniziano a dimostrare tutti gli anni che portano, ma proprio tutti, e non è facile cercare di prendersi cura di loro contemporaneamente, accontentare le loro richieste, farsi rovesciare addosso tutti i loro drammi, i loro dolori, le loro lamentele. A proposito di "fratelli" non di Italia ma miei: io per fortuna non sono figlia unica, ma in questo momento mio fratello più giovane di me, è giustamente sempre in giro a lavorare, a studiare, a costruirsi un futuro, ma è lontano e non può aiutarmi.  In questo momento vorrei averne quattro di fratelli o sorelle, per dividerci equamente gioie e dolori, pesi e contrappesi e perchè una grande famiglia è sempre stato il mio sogno (motivo in più perchè vorrei avere in un futuro molto molto vicino altri figli).
Nel frattempo continuo a lavorare cercando di fare il mio meglio, cerco di stare con la mia cucciola il più possibile, provo a studiare (o almeno leggere) 4 libri per dare un esame a metà aprile che mi serve per andare avanti con il lavoro...  insomma un po' di affanno.... ma la vita è così, giusto? se era tutto semplice e facile mi sarei pure annoiata...
poi sto leggendo il libro "Il cervello delle mamme" che oltre a piacermi molto, mi da anche una ragione razionale e scientificamente provata, per andare avanti e per sapere che posso e devo farcela, perchè ora, più che mai, sento che essere mamma è come avere una marcia in più...

giovedì 24 febbraio 2011

Vorrei...

Oggi è il giorno del "Vorrei" e della malinconia e non riesco a trattenermi...

Vorrei uscire dall'ufficio e andare un po' in giro senza metà, camminando e guardando solo il mare...
Vorrei svuotare il mio cervello di tutti quei pensieri che alla sera non mi fanno addormentare e la mattina mi fanno svegliare prima della sveglia...
Vorrei tornare a casa stasera e trovare papàmicio che mi abbraccia e mi dice che comunque vada sarà un successo...
Vorrei tornare a casa e trovare la cena pronta e piccola Lisbeth di buon umore che magari si lasci mettere il pigiama senza fare una guerra...
Vorrei essere diversa, trovare il tempo per fare le cose che veramente mi piacciono, e avere un po' di tempo solo per me... 
Vorrei essere una mamma migliore, più presente, più paziente, più creativa, più stimolante...
Vorrei alzarmi domattina e scoprire di avere tanti soldi in banca per poter almeno pensare di cambiare casa e risolvere tanti piccoli grandi problemi...


Sognare non costa niente...

venerdì 4 febbraio 2011

Non solo numeri



Nel mio ufficio le donne dai 27 ai 45 anni sono 18, di queste, 4 hanno 2 figli, 2 (tra cui io) hanno 1 figlio. Delle restanti, 6 sono over 32 anni, felicemente sposate, le altre sono o fidanzate o disperatamente single alla ricerca del principe azzurro. 
Io sono stata molto fortunata perchè ho incontrato l'uomo della mia vita alla tenera età di 19 anni ma non riesco a capacitarmi del fatto che comunque solo 6 donne su 18 hanno deciso di costruire una famiglia e quindi di avere figli (che poi 2 delle 6 non lo hanno neanche deciso  perchè sono rimaste incinta per caso...). 
Mettere al mondo un figlio non è uno scherzo ma nello stesso tempo mi è difficile pensare che una coppia, sposata, con 2 lavori stabili, con un'età over 30, che non ha problemi di fertilità, possa decidere di NON avere figli. 
Mi rende triste, o meglio ai miei occhi mi sembrano tristi e spenti, poi lo so che non è così, e avranno, spero,  la loro splendida vita a due....

Tutte queste parole per dire che io e papàmicio stiamo seriamente pensando di aumentare il tasso di natalità del mio ufficio...

lunedì 20 dicembre 2010

Diario di bordo

Ieri con immensa tristezza non sono riuscita ad andare al matrimonio della mia cara amica causa maltempo-ghiaccio-paura di rimanere bloccata in autostrada (dovevo fare 220 km da sola)-malessere fisico generale... insomma una giornata da  dimenticare.
E' inutile ci ho provato ma i miei ormoni hanno avuto il sopravvento anche questa volta (quei 4-5 giorni al mese...) e il malumore riesce a diffondersi, riesco ad irritarmi per un nonnulla, sono permalosa, antipatica e se mi guardo allo specchio ancora peggio... inoltre il magico Natale, anche se da quando c'è la piccola Lisbeth un po' meno, riesce sempre ad acutizzare le mie malinconie, le piccole grandi cose che mi fanno soffrire e che la maggior parte del tempo riesco a tenere lì sotto controllo in un angolino del cuore e della mente...
Sono riuscita anche a litigare con mia madre, cosa che non succede praticamente mai, e alle 20:45 ero distrutta da tutti i punti di vista. Qualcuno lassù ha avuto compassione di questo povero relitto umano e alle 21 mi è arrivata una bellissima telefonata: erano 2 miei vecchi, carissimi amici che stavano tornando dal matrimonio e mi volevano salutare. Dire che mi ha fatto piacere è proprio riduttivo, ero contentissima, sono stati carinissimi, con loro ho trascorso gli anni più belli dell'università, con loro ho passato intere giornate a studiare, con loro ho sostenuto esami, con loro ho trascorso nottate al cinema, a bere vino, a fare "bisboccia" nei locali di Bologna. Loro sono stati e saranno sempre Amici con la A maiuscola.
Una ventata di nostalgia mi si è diffusa addosso, hanno detto che anche se non ci sentiamo mai e ognuno vive in città diverse, mi pensano... un po' mi si è sciolto il cuore e gli occhi erano un po' lucidi.
Inutile dire che poi il mio umore è cambiato completamente, lo so è un po' assurdo ma sono fatta così, un po' male, un po' a sbalzi, un po' troppo lunatica e istintiva.
La cosa mi ha fatto anche pensare a quanti "amici" frequento qui nella mia città con i quali il rapporto è veramente superficiale, per molti anni ho dato la colpa a me stessa, al fatto che sono introversa, un po' timida e anche un po' asociale ma poi ho tristemente capito che no, non ero io, grazie al cielo amici veri ci sono, esistono, esiste la profondità di un rapporto, esiste il capirsi al volo ed avere interessi e passioni comuni, solo che è raro, anzi rarissimo. Quindi per chi ha la fortuna di averli è meglio tenerseli stretti.
Buon lunedi a tutte/i, mancano 5 giorni a Natale, ho una montagna arretrata di lavoro che mi aspetta, ho circa 4 bozze di post che volevo scrivere, la casa da pulire e la spesa da fare, ma non importa... oggi l'umore è alto!

giovedì 18 novembre 2010

La vita è bella

Ieri sera per l'ennesima volta ho visto il film di Benigni "La vita è bella". Era la prima volta che lo vedevo dopo esser diventata mamma.
Ora io sono sempre stata una dalla lacrima facile ma ieri sera proprio sembravo un fiume in piena, il film è bellissimo e, come ho detto, sapevo benissimo come si svolgeva e come finiva, ma niente, lacrime a catinelle.

Per me essere mamma significa anche questo, commuoversi appena c'è di mezzo un bambino.

All'inizio credevo che fossero gli ormoni, il postparto e bla bla bla ma ormai mia figlia ha 2 anni quindi gli ormoni forse li ho smaltiti... però le lacrime no.
Buona giornata a tutti/e e ricordiamoci che "la vita è bella" sempre se siamo noi a volerlo e a vederla dal lato giusto.

sabato 13 novembre 2010

Guardare avanti? si può

Ho ricominciato a lavorare per davvero. Mattina e pomeriggio tutti i giorni, il venerdi sono la mattina (che bello!). La piccola Lisbeth la vado a prendere al nido alle 1330, la porto a casa, la metto a letto, mangio e, appena arriva qualcuno (mia mamma, mia suocera, babysitter, a rotazione) ritorno at work! Di solito torno alle 1830/1930. All'inizio ero tanto preoccupata per lei, avevo paura che si sentisse abbandonata e sola, dato che è sempre stata abituata a stare sempre con me... e invece? ... lei è proprio contenta, si diverte, è tranquilla, non mi cerca praticamente mai (così mi dicono). Quando torno, alcune volte mi viene subito a sbaciucchiare, altre mi dice "Bia mamma bia" (tradutto: via mamma via!) perchè è intenta in qualche sua attività e assolutamente non vuole che io interferisca. Cosa dire, non me lo aspettavo e sono contenta e soprattutto sono tranquilla, talmente tanto tranquilla che lei non mi manca, o per lo meno, non come pensavo. E' brutto dirlo ma sto "bene" in ufficio, ho ripreso la vita nel mondo, a contatto con tante persone e mi sento meglio. 
Ci sono ancora alcuni "piccoli" aspetti pratici da organizzare (tipo trovare il tempo per fare la spesa, trovare il tempo di mettere a posto la casa, portare via la spazzatura, leggere un libro senza chiudere la luce dopo 2 secondi....) ma per la prima volta dopo tanto tempo, diciamo tre anni, finalmente vedo che oltre all'essere mamma che c'è in me, è tornata in vita l'essere persona e lavoratrice che c'era una volta. 
Meglio tardi che mai!!!! Certo è dura, soprattutto perchè papàmicio è sempre lontano ma cerco di essere ottimista e di vedere il bicchiere mezzo pieno, giusto?!!?

martedì 2 novembre 2010

25 mesi di cucciola

Volevo appuntarmi i piccoli Grandi progressi della piccola Lisbeth perchè qui il tempo vola e ho bisogno mettere nero su bianco le cose più belle della nostra vita.
Prima di tutto il linguaggio. Per mesi ha allietato le mie orecchie ripetendo il finale di tutte, ma proprio tutte le parole che sentiva. In macchina, dove sfoggio il peggio di me, un giorno mi sfuggì uno "stronza!" dal finestrino e subito la pargoletta disse "onza!". Con le ultime sillabe delle parole faceva anche le "frasi", tipo "tina uta"= valentina è caduta. Da un po' di giorni magicamente le parole si stanno completando da sole, dalle più semplici alle più complesse. Qualsiasi cosa esce dalle mie labbra lei lo ripete quasi integralmente, al momento è nella fase super pappagallesca. Piccola Lisbeth mi sorprende ogni giorno di più e questo è bellissimo. Conversare con mia figlia è diventato uno spasso. 
Certo, ci siamo sempre capite al volo, ma adesso è tutta un'altra storia e mi piace tanto. Mentre gioca, chiacchiera e canta a più non posso con orsi, pupetti e bambole è puro spettacolo. 
Lo so, sono un po' banale ma vedere quell' esserino, uscito dalla mia pancia che pesava 3,45 kg, essere ora una bambinetta tonda tonda di quasi 13 kg, essere sempre più autonoma, sempre più indipendente, sempre tenera e dolce... mi commuove  e basta, non posso farci niente.
Mi sento tanto fortunata rispetto alle molte donne che sono nel mio ufficio che un po' per scelta, un po' per sfiga, un po' per circostanze della loro vita, non hanno, e ormai credo non avranno mai, figli. 
Ogni volta che ci parlo cerco di non raccontare troppo di mia figlia perchè ho paura di farle intristire sapendo che loro non potranno mai provare quello che provo io, e mi dispiace per le loro vite che ai miei occhi sembrano tanto tanto vuote. 
ok ora sono andata fuori tema, nel frattempo sento la nanetta che urla "mamma scendere!!!!!" e quindi vado a prenderla dal letto prima che scavalchi da sola...


mercoledì 27 ottobre 2010

Quando ero piccola...


Un grazie a pinkmommy che mi ha pensato e mi ha fatto riflettere con queste domande semplici ma che sono riuscite a mettermi in difficoltà (su due piedi non sapevo cosa rispondere!) e mi hanno fatto ripensare alla mia infanzia e alla mia adolescenza.


1) Quando le maestre, le prof e i parenti domandavano "E tu, cosa vorresti fare da grande?" cosa rispondevate? Cosa avete sognato più e più volte di fare? Quanti mestieri? Quanti sogni?
La prima domanda già mi mette in crisi... io ho sognato di fare 1000, o forse anche più, lavori e fine all'anno scorso ancora non avevo deciso. Comunque quelli che andavano per la maggiore erano: il medico, la reporter dei documentari (tipo Licia Colò), la meteorologa e ovviamente... la scrittrice.

2) Quali erano i vostri cartoni animati preferiti da piccoli? Con quali giochi vi divertivate? 
Heidi, MilaeShiro, George, Creamy, Magica Emy e tutta la compagnia Disney. Giochi? è grave se non mi ricordo molto?...passavamo delle giornate a giocare con l'elastico (si dovevano fare determinati salti e combinazioni di passi) poi un giorno la maestra delle elementari durante la ricreazione ce lo tagliò con le forbici, cattivissima. Per il resto mi piacevano i Lego e i tutti i giochi da tavola... più o meno come adesso


3) Indicate il vostro compleanno più bello e perchè.
ancora una domanda difficile! Forse quello dei 30 anni, in cui ero incinta della piccola Lisbeth: ero spensieratissima, credevo ancora di poter fare l'insegnante e non avevo la minima idea di quello che mi aspettava. Eravamo in campagna con tutti i nostri amici più cari e il sole splendeva, cosa vuoi di più dalla vita?


4) Quali sono le cose che volevate fare e non avete ancora fatto.
uhm... volevo girare tutto il mondo, soprattutto i luoghi più sperduti e incontaminati (se ancora esistono), speriamo di farcela, magari iniziando con un viaggio a dimensione della piccola Lisbeth, tempo e denaro permettendo...

5) Ai tempi quale fu la vostra prima passione sportiva e non?
guardando Mila&Shiro adoravo la pallavolo e tutti i pomeriggi con le amiche ci volevamo allenare... poi un po' per caso, ho iniziato nuoto e dai 15 anni anche aerobica, perchè mi piacevano le coreografie. 
Per tutti gli anni del liceo tutti i giorni facevo qualcosa alternando la piscina alla palestra... ero matta e anche fissata!!!!!!


6) La cosa più bella chiesta da piccini a Babbo Natale.
cose belle? boh e chisseloricorda... ho scoperto prestissimo chi era babbo natale....


7) Il vostro primo idolo musicale. 
allora... alle medie Lucio Battisti e Claudio Baglioni (ma quanto eravamo romanticone...), poi siccome il primo amore della mia vita mi regalò una cassetta (a quel tempo c'erano le cassette!!!!!) di Jovanotti, divenni anche una sua seguace... stendiamo un velo pietoso...


Volevo aggiungere una mia foto da  piccola ma poi mi sono ritrovata a guardare le foto dell'ultimo vero viaggio che abbiamo fatto (Cina, novembre 2007... sigh)







mercoledì 20 ottobre 2010

Il pavimento pelvico: gli esercizi

Ho deciso di approfondire l'argomento di cui vi avevo già accennato poco tempo fa (qui) e siccome lo ritengo super super importante ne ho fatto una pagina del mio blog (vedi qui)

Spero di essere stata un minimo di aiuto a chi, come me, si ritrova con un pavimento pelvico un po' a pezzi. Mi sono resa conto che molte donne ne soffrono ma poche hanno il coraggio di parlarne apertamente e spesso si ritrovano a convivere con questo problema, che se non viene affrontato può portare ai vari prolassi di utero e vescica in età senile (vedi le mie nonne entrambe recentemente operate...).
Buona ginnastica a tutte!

lunedì 18 ottobre 2010

Meglio tardi che mai


Mi aggiungo, in estremis, ad una iniziativa a cui tenevo particolarmente e a cui non si può rimanere indifferenti. Spesso, come nel titolo del post, mi ritrovo a dire:" Meglio tardi che mai" ecco, non fate come me, perchè in questo caso "tardi" potrebbe significare "morire" e "prima" può significare "vivere". 
Allora cerchiamo di arrivare in anticipo, almeno su questo, poi per tutto il resto potremo anche essere in ritardo...

giovedì 30 settembre 2010

La seconda casa

Ieri mattina sono casualmente capitata all'Ikea, con la scusa che dovevo cambiare una cosa, anche se avevo tempo 90 giorni e l'ho presa la scorsa settimana. Sono stata fiera di me, sono riuscita a spendere lo stesso importo (10 euro) comprando un sacco di altre cosettine, ineine.
Comunque la cosa che mi ha fatto riflettere è che alla cassa veloce il ragazzo molto gentile e carino che è lì a controllare e aiutare mi ha detto: "Ciao! mi sembra di averti già visto, ma noi ci conosciamo?" ....
Io, un po' imbarazzata: "No, non ci conosciamo ma nell'ultimo mese sono passata in questa cassa circa dieci volte... beh eccome se ci siamo visti!"
Senza contare che mio padre scherzando mi ha detto:" Perchè non vai a fare la commessa all'Ikea?!!"
Qui non si scherza, tempo fa, ho anche mandato il CV... purtroppo senza esito, eppure sarei bravissima!

lunedì 3 maggio 2010

Le mie vicine di casa

Vi presento le mie vicine di casa: 2 esemplari purtroppo non molto rari di donna-mamma a cui non vorrei MAI assomigliare e neanche da lontano... la donna-mamma casalinga perfetta nonchè sottomessa al marito e votata al martirio.
Ecco loro si svegliano presto al mattino, preparano la colazione a tutta la famiglia e iniziano subito i "servizi" che prevedono molte cose tra cui la pulizia a fondo di tutta la casa. Questo significa passare aspirapolvere e dare lo straccio inside, in ogni stanza, e outside in caso di giardino/balconi, lavare i bagni con super candeggina che distrugge qualsiasi essere vivente nel giro di 3 metri (e forse oltre), spolverare dappertutto, rifare tutti i letti rivoltandoli da cima a fondo (altolà all'acaro), mettere a posto tutti i giochi dei pargoletti, lavare vetri e eventualmente tapparelle. Finite queste semplici cose bisogna iniziare a preparare il super pranzo e/o la super cena rigorosamente da ricettario de La cucina italiana: pasta fatta in casa, splendide torte dolci e salate, super secondi di carne di cui ignoro l'esistenza ecc... nel frattempo il tempo scorre e il loro adorato figlio più piccolo se ne sta nel suo povero ovetto a lagnarsi, magari vorrebbe uscire ma loro no, resistono in modo ferreo "uscire? ma scherzi! devo ancora fare tre lavatrici, stendere e stirare... uscire? e per fare cosa?"
La giornata scorre veloce tra uno straccio, una scopa e una lavatrice, arriva la sera e il santo marito, dio supremo torna a casa e vuole subito la sua cena perfetta pronta, si siede e inizia a mangiare guardandosi la partita in tv, non importa se sua moglie magari si voleva fare una doccia, voleva 2 minuti per sè o voleva semplicemente parlare... Comunque aldilà della routine quotidiana la cosa che mi ha demoralizzato più di tutte è che loro sono contente così (e buon per loro), sono felici di trascorrere le giornate a pulire piuttosto che giocare con i loro bambini, sono felici di non avere voce in merito a qualsiasi decisione socio-finanziaria della famiglia, a loro va bene così e mi guardano come fossi una marziana quando dico che a breve, dovesse crollare il mondo, io tornerò a lavorare, che mi piace leggere e vado addirittura in palestra!!! e soprattutto che, nonostante mi piaccia molto cucinare, non passo il mio poco tempo libero a farlo perchè altrimenti me ne starei sempre a casa e non credo che la piccola Lisbeth sarebbe molto d'accordo (anche se le piace tantissimo pasticciare con farina e affini)... Anche se non sono soddisfatta per nulla della mia vita in generale, preferisco esserlo e cercare ogni giorno di migliorare piuttosto che essere la casalinga-mamma-donna sottomessa e "felice".

sabato 24 aprile 2010

C'era una volta...

C'era una volta una ragazza che faceva due lavori: uno di 8 ore (in ufficio, quello ufficiale), uno di un paio d'ore in palestra come insegnante (quello della passione), poi casa, cucina, pulizie, cene varie, aperitivi vari... la chiamavano wonderwoman. Piano piano, un po' in silenzio, quella ragazza è morta, non c'è più, messa a tacere per sempre, è stata sepolta e al suo posto è comparsa un po' all'improvviso una donna, una mamma, una che se le chiedi di andare a cena fuori per lei è quasi una sofferenza, una che la sera alle 22 è già sotto le coperte, una che lo step non sa più neanche che cos'è. Ogni tanto la mamma cammina per strada, vede una ragazza carina, curata, vestita sportiva con un bel fisico e allora si ricorda della sua vita precedente, si ricorda che una volta aveva una vita sua, bellissima e fitta di impegni e ha un po' di nostalgia, le manca quella ragazza. Quando torna a casa sono le 14 e arriva il pulmino con a bordo la piccola Lisbeth, nell'istante in cui la vede quasi si commuove per quanto è tenera e tutta la sua nostalgia svanisce in una frazione di secondo e quasi si vergogna solo per averla provata.