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martedì 13 dicembre 2011

Strudel pere e cioccolato e segnali di vita!


Non sono sparita, non sono rimasta sommersa dalle palline di Natale che campeggiano nel mio salotto da giorni senza che nessuno le sistemi nel povero albero, e neppure ho partorito! Sono solo incasinata forte! Il 15 dicembre ho un esame lavorativo very important, incrociate le dita per me, poi spero di trovare finalmente il tempo per scrivere, leggere, commentare fare tutte le miliardate di cose che si fanno prima di Natale e, soprattutto, prima di partorire (perchè ancora la famosa valigia non è pronta!!!). Comunque anche la pupina non sembra essere pronta, dato che ieri all'ultima visita ha pensato bene di mettersi di traverso: la sua testolina è a sinistra, i suoi piedini a destra, forse è per questo che mi sembra di scoppiare??? la gine è tranquilla, io non tanto, e spero di sentire presto i suoi piedini sotto al mio stomaco o giù di lì.

Nel frattempo avevo da settimane questa ricetta da condividere con voi perchè veramente veloce e veramente buona.

Strudel con pere e cioccolato



liberamente tratto da un libricino comprato quest'estate in Alto Adige,
ecco gli ingredienti:

1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare (ma va bene anche uno rotondo poi con le mani si può leggeremente deformare, io ho fatto così)
pere circa 500gr che corrispondono molto approssimativamente a 2/3 pere ma dipende dalla grandezza
zucchero 150 gr
nocciole circa 40 gr (io ho usato quelle già tritate in granella)
cioccolato fondente circa 50 gr (poi va tritato)
burro 30 gr

Ho fatto a pezzetti le pere sbucciate, le ho mescolate insieme allo zucchero, alla granella di nocciole e al cioccolato tritato finemente. Poi ho steso il rotolo, ho posizionato tutto al centro e arrotolato. Ho fuso il burro e l'ho spennellato bene bene sopra al rotolo chiuso. In forno a 190° per circa 25 minuti. Ah dimenticavo: alla fine un tocco di zucchero a velo.

Buon appetito!

A prestissimo!

sabato 13 novembre 2010

Guardare avanti? si può

Ho ricominciato a lavorare per davvero. Mattina e pomeriggio tutti i giorni, il venerdi sono la mattina (che bello!). La piccola Lisbeth la vado a prendere al nido alle 1330, la porto a casa, la metto a letto, mangio e, appena arriva qualcuno (mia mamma, mia suocera, babysitter, a rotazione) ritorno at work! Di solito torno alle 1830/1930. All'inizio ero tanto preoccupata per lei, avevo paura che si sentisse abbandonata e sola, dato che è sempre stata abituata a stare sempre con me... e invece? ... lei è proprio contenta, si diverte, è tranquilla, non mi cerca praticamente mai (così mi dicono). Quando torno, alcune volte mi viene subito a sbaciucchiare, altre mi dice "Bia mamma bia" (tradutto: via mamma via!) perchè è intenta in qualche sua attività e assolutamente non vuole che io interferisca. Cosa dire, non me lo aspettavo e sono contenta e soprattutto sono tranquilla, talmente tanto tranquilla che lei non mi manca, o per lo meno, non come pensavo. E' brutto dirlo ma sto "bene" in ufficio, ho ripreso la vita nel mondo, a contatto con tante persone e mi sento meglio. 
Ci sono ancora alcuni "piccoli" aspetti pratici da organizzare (tipo trovare il tempo per fare la spesa, trovare il tempo di mettere a posto la casa, portare via la spazzatura, leggere un libro senza chiudere la luce dopo 2 secondi....) ma per la prima volta dopo tanto tempo, diciamo tre anni, finalmente vedo che oltre all'essere mamma che c'è in me, è tornata in vita l'essere persona e lavoratrice che c'era una volta. 
Meglio tardi che mai!!!! Certo è dura, soprattutto perchè papàmicio è sempre lontano ma cerco di essere ottimista e di vedere il bicchiere mezzo pieno, giusto?!!?

venerdì 11 giugno 2010

Guardare avanti!

Non riesco a staccarmi dal passato (ma c'è qualcuno che ci riesce?), non riesco a guardare avanti sicura e dire SI, OK quella è la mia strada, non riesco a non pensare a quello che ho fatto, agli errori che ho commesso, non riesco ad avere le idee chiare. Non riesco a non guardarmi indietro e ogni giorno cerco di immaginarmi come sarebbe andata se appena laureata non avessi avuto l'impazienza di prendere il primo lavoro che mi era capitato (per poi capire solo a posteriori che non mi piaceva), se quando ero al settimo mese di gravidanza e stavo prendendo l'abilitazione all'insegnamento (SSIS), il ministro Gelmini non avesse deciso di chiudere la suddetta scuola lasciandomi a piedi all'improvviso... magari adesso avrei uno stramaledettissimo lavoro e non sarei qui a mettermi in discussione ogni momento cercando di capire da quale finestra devo buttarmi...
Come se non bastasse nella graduatoria per l'asilo nido comunale sembra che non ci rientriamo e mia madre, unica persona che poteva aiutarmi con la piccola Lisbeth, probabilmente non riuscirà ad andare in pensione come aveva programmato (causa ultime decisioni del governo) per cui mi dovrò arrangiare alla grande! wow! almeno non avrò il tempo di pensare al passato e a tutti i treni che sono passati e sui quali non sono salita...

mercoledì 26 maggio 2010

La tempesta

Non avrei mai dovuto scrivere che ero contenta, infatti già dopo poche ore si potevano scorgere presagi di tempesta. Ho cenato da sola (micetta dormiente e papà al lavoro), volevo vedere se c'era qualcosa in Tv (ogni tanto ci spero) ma non ho neanche trovato il telecomando... leggo nel letto e poi decido di dormire, almeno per una sera vado a letto presto! Dopo poco vengo risvegliata da un odore di bruciato terrificante che si era diffuso ovunque. Mi catapulto in cucina e trovo papàmicio avvolto in una nuvola di fumo che mi dice: tutto sotto controllo ho solo esagerato nel scaldare gli involtini nel microonde... (ancora oggi, dopo 36 ore, sento quella puzza)
Fino a qui nulla di catastrofico, la "bella" notizia è arrivata il giorno dopo, ieri, quando mi giunge una telefonata a metà mattinata da papàmicio, tono di voce già da funerale: "ciao, a settembre mi trasferiscono" pausa di silenzio interminabile...
"dove???????" chiedo con insistenza, lui: "in un posto di m....! si chiama XXXX, fa schifo da tutti i punti di vista, lavorativo per me, lavorativo per te, socialmente per tutti" ... io sono una persona impulsiva e non ho potuto non insultare lui, il suo lavoro, la sua scelta e chi più ne ha più ne metta, poi mi sono messa a piangere, tantissimo. Mia madre mi ha sempre detto che piangere non risolve nulla ma non è vero, a me serve eccome! Dopo un bel pianto riesco a ragionare meglio, certo ho una faccia terribile, ma almeno sono un filo più lucida e un pochino più razionale. Comunque la situazione è tragica da tutti i punti di vista. Io e papàmicio abbiamo sviscerato il problema in lungo e in largo, ci troviamo di fronte i seguenti scenari:
- io e la piccola Lisbeth seguiamo fedelmente papàmicio nella sua sfigatissima sede di lavoro, dove la vita sociale non esiste e dove io non riuscirò a lavorare; quindi sarò depressa, sola e isterica per circa tre anni e mia figlia potrà vedere suo padre una volta al giorno per circa 2 ore, nei giorni tranquilli, o zero, nei giorni incasinati e avrà una mamma pazza
- io e la piccola Lisbeth torniamo a "casa" nostra e viviamo lì, dove forse riuscirò a lavorare, avrò vicini amici e parenti (nel bene e nel male) e sicuramente assaporeremo l'ebrezza di vivere in una delle 10 città dove, a detta degli esperti, la qualità della vita è migliore. Tutto questo però sarà senza mio marito, nonchè papà della piccola Lisbeth per cui sarò comunque depressa perchè vivo lontano da lui e faccio crescere mia figlia quasi senza papà.
Ergo, anche oggi mi viene da piangere...