Visualizzazione post con etichetta postparto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta postparto. Mostra tutti i post

martedì 14 settembre 2010

Il mio pavimento pelvico

Oggi finalmente ho deciso di affrontare uno dei miei problemi fisici più intimi e al contempo più grandi che ho da quando la piccola Lisbeth è uscita dalle mie membra. O meglio, avevo tentato una soluzione ma non ho avuto risultati. Il mio pavimento pelvico causa gravidanza con pancia, a detta di tutti, compresa ginecologa, enorme (tanto liquido amniotico per far nuotare la piccoletta... nella foto ero all'ottavo mese!) e causa travaglio lunghissimissimo, da quando ho partorito sta dando chiari segnali di cedimento. All'inizio naturalmente rientrava nella normale fisiologia postparto ma poi mi sono resa conto che non era assolutamente normale avere perdite di pipì ogni qualvolta faccio starnuti o tossisco forte. L'anno scorso la gine, dopo avermi rassicurato che era solo un problema di tono muscolare, mi aveva detto che facendo un po' di ginnastica sarei tornata normale. Ora tra pochi giorni la piccola Lisbeth compie due, dico DUE anni e io sono ancora lì con questo problema della pipì. Mi sento una vecchietta e ogni volta che vedo la pubblicità dei "tena lady" (di cui fino a poco tempo fa ignoravo l'esistenza) mi chiedo se finirò per doverli acquistare, se continuo su questa strada. Così stamattina, dato che la piccola Lisbeth si è magicamente inserita al nido, ho trovato il tempo di andare a trovare la mia super fantastica ostetrica di fiducia (di cui avevo parlato qui). Innanzitutto mi ha sgridato perchè sarei dovuta andare da lei molto tempo fa, poi, con la sua semplicità e schiettezza che la caratterizza, mi ha spiegato bene come, dove e quando fare esercizi e soprattutto per quanto. Ci vuole tanto tempo (mesi) e bisogna essere costanti (almeno tre volte al giorno per 10 minuti), non ci si deve scordare mai e assolutamente devo imparare a ritagliarmi questo tempo solo per me. Ok sono solo dieci minuti ma... ci vuole concentrazione, soprattutto all'inizio. 
Il colmo dei colmi di tutta questa storia è che, prima della gravidanza, ero insegnante di ginnastica (step e total body per la precisione) e durante i nove mesi ho praticato sempre yoga e tanto stretching; ero obbiettivamente tonica e allenata,  tutto mi aspettavo tranne di perdere la tonicità muscolare proprio lì dove ne ho più bisogno... 

lunedì 3 maggio 2010

Le mie vicine di casa

Vi presento le mie vicine di casa: 2 esemplari purtroppo non molto rari di donna-mamma a cui non vorrei MAI assomigliare e neanche da lontano... la donna-mamma casalinga perfetta nonchè sottomessa al marito e votata al martirio.
Ecco loro si svegliano presto al mattino, preparano la colazione a tutta la famiglia e iniziano subito i "servizi" che prevedono molte cose tra cui la pulizia a fondo di tutta la casa. Questo significa passare aspirapolvere e dare lo straccio inside, in ogni stanza, e outside in caso di giardino/balconi, lavare i bagni con super candeggina che distrugge qualsiasi essere vivente nel giro di 3 metri (e forse oltre), spolverare dappertutto, rifare tutti i letti rivoltandoli da cima a fondo (altolà all'acaro), mettere a posto tutti i giochi dei pargoletti, lavare vetri e eventualmente tapparelle. Finite queste semplici cose bisogna iniziare a preparare il super pranzo e/o la super cena rigorosamente da ricettario de La cucina italiana: pasta fatta in casa, splendide torte dolci e salate, super secondi di carne di cui ignoro l'esistenza ecc... nel frattempo il tempo scorre e il loro adorato figlio più piccolo se ne sta nel suo povero ovetto a lagnarsi, magari vorrebbe uscire ma loro no, resistono in modo ferreo "uscire? ma scherzi! devo ancora fare tre lavatrici, stendere e stirare... uscire? e per fare cosa?"
La giornata scorre veloce tra uno straccio, una scopa e una lavatrice, arriva la sera e il santo marito, dio supremo torna a casa e vuole subito la sua cena perfetta pronta, si siede e inizia a mangiare guardandosi la partita in tv, non importa se sua moglie magari si voleva fare una doccia, voleva 2 minuti per sè o voleva semplicemente parlare... Comunque aldilà della routine quotidiana la cosa che mi ha demoralizzato più di tutte è che loro sono contente così (e buon per loro), sono felici di trascorrere le giornate a pulire piuttosto che giocare con i loro bambini, sono felici di non avere voce in merito a qualsiasi decisione socio-finanziaria della famiglia, a loro va bene così e mi guardano come fossi una marziana quando dico che a breve, dovesse crollare il mondo, io tornerò a lavorare, che mi piace leggere e vado addirittura in palestra!!! e soprattutto che, nonostante mi piaccia molto cucinare, non passo il mio poco tempo libero a farlo perchè altrimenti me ne starei sempre a casa e non credo che la piccola Lisbeth sarebbe molto d'accordo (anche se le piace tantissimo pasticciare con farina e affini)... Anche se non sono soddisfatta per nulla della mia vita in generale, preferisco esserlo e cercare ogni giorno di migliorare piuttosto che essere la casalinga-mamma-donna sottomessa e "felice".

sabato 24 aprile 2010

C'era una volta...

C'era una volta una ragazza che faceva due lavori: uno di 8 ore (in ufficio, quello ufficiale), uno di un paio d'ore in palestra come insegnante (quello della passione), poi casa, cucina, pulizie, cene varie, aperitivi vari... la chiamavano wonderwoman. Piano piano, un po' in silenzio, quella ragazza è morta, non c'è più, messa a tacere per sempre, è stata sepolta e al suo posto è comparsa un po' all'improvviso una donna, una mamma, una che se le chiedi di andare a cena fuori per lei è quasi una sofferenza, una che la sera alle 22 è già sotto le coperte, una che lo step non sa più neanche che cos'è. Ogni tanto la mamma cammina per strada, vede una ragazza carina, curata, vestita sportiva con un bel fisico e allora si ricorda della sua vita precedente, si ricorda che una volta aveva una vita sua, bellissima e fitta di impegni e ha un po' di nostalgia, le manca quella ragazza. Quando torna a casa sono le 14 e arriva il pulmino con a bordo la piccola Lisbeth, nell'istante in cui la vede quasi si commuove per quanto è tenera e tutta la sua nostalgia svanisce in una frazione di secondo e quasi si vergogna solo per averla provata.

sabato 3 aprile 2010

Riflessioni

Lo so che il modo di essere mamma è unico e che ogni donna trova la strada migliore per lei e per il suo cucciolo però ci sono certe cose che mi sembrano assurde e che non riesco a far rientrare nella normale infinita varietà di comportamenti che una mamma può avere. La mia preoccupazione è capire se sono io che sono completamente fuori dal mondo o se alcune persone che conosco, anzi, che credevo di conoscere, sono "strane"? Tutto nasce dal fatto che ieri ho incontrato una mia amica, aveva partorito da 5 gg, ripeto 5 giorni, ed era sola, ripeto sola, tranquilla a fare shopping...
Le ho chiesto della bimba... a casa con il padre.
io: l'allatti?
lei: certo ma ha già preso degli orari, quindi posso uscire un po', non vedevo l'ora!
Ecco queste sono le cose che mi fanno capire quanto io sono stata e sicuramente sarò diversa, un po' handicappata e direi anche un po' imbranata come mamma. Sarà che, anche se ho partorito naturalmente, a causa dell'enorme episiotomia che mi hanno fatto, io non sono stata in grado di fare grandi passeggiate per lungo tempo, sarà che prima di prendere un certo ritmo e un certo orario la mia piccola ci ha messo almeno 2 mesi, quindi io a 5 gg dal parto mai e poi mai sarei sognata di uscire a fare shopping tranquilla con la scusa che avevo voglia di prendere un po' d'aria. Ma aldilà dei problemi fisici che potevo avere la diversità è che io per mesi non mi sono mai separata da mia figlia, era proprio una cosa inconcepibile per me, l'ho sempre portata con me dappertutto, anche dalla ginecologa... ecco qui sta la differenza più grande, ed è questo che mi ha sconcertato incontrando la mia amica.
Allora mi chiedo: sono io che sono stata estremamente ed esageratamente attaccata a mia figlia o è lei che è una mamma un po' degenere? oppure siamo semplicemente due esemplari diversi e opposti del genere delle mamme.