lunedì 3 maggio 2010

Le mie vicine di casa

Vi presento le mie vicine di casa: 2 esemplari purtroppo non molto rari di donna-mamma a cui non vorrei MAI assomigliare e neanche da lontano... la donna-mamma casalinga perfetta nonchè sottomessa al marito e votata al martirio.
Ecco loro si svegliano presto al mattino, preparano la colazione a tutta la famiglia e iniziano subito i "servizi" che prevedono molte cose tra cui la pulizia a fondo di tutta la casa. Questo significa passare aspirapolvere e dare lo straccio inside, in ogni stanza, e outside in caso di giardino/balconi, lavare i bagni con super candeggina che distrugge qualsiasi essere vivente nel giro di 3 metri (e forse oltre), spolverare dappertutto, rifare tutti i letti rivoltandoli da cima a fondo (altolà all'acaro), mettere a posto tutti i giochi dei pargoletti, lavare vetri e eventualmente tapparelle. Finite queste semplici cose bisogna iniziare a preparare il super pranzo e/o la super cena rigorosamente da ricettario de La cucina italiana: pasta fatta in casa, splendide torte dolci e salate, super secondi di carne di cui ignoro l'esistenza ecc... nel frattempo il tempo scorre e il loro adorato figlio più piccolo se ne sta nel suo povero ovetto a lagnarsi, magari vorrebbe uscire ma loro no, resistono in modo ferreo "uscire? ma scherzi! devo ancora fare tre lavatrici, stendere e stirare... uscire? e per fare cosa?"
La giornata scorre veloce tra uno straccio, una scopa e una lavatrice, arriva la sera e il santo marito, dio supremo torna a casa e vuole subito la sua cena perfetta pronta, si siede e inizia a mangiare guardandosi la partita in tv, non importa se sua moglie magari si voleva fare una doccia, voleva 2 minuti per sè o voleva semplicemente parlare... Comunque aldilà della routine quotidiana la cosa che mi ha demoralizzato più di tutte è che loro sono contente così (e buon per loro), sono felici di trascorrere le giornate a pulire piuttosto che giocare con i loro bambini, sono felici di non avere voce in merito a qualsiasi decisione socio-finanziaria della famiglia, a loro va bene così e mi guardano come fossi una marziana quando dico che a breve, dovesse crollare il mondo, io tornerò a lavorare, che mi piace leggere e vado addirittura in palestra!!! e soprattutto che, nonostante mi piaccia molto cucinare, non passo il mio poco tempo libero a farlo perchè altrimenti me ne starei sempre a casa e non credo che la piccola Lisbeth sarebbe molto d'accordo (anche se le piace tantissimo pasticciare con farina e affini)... Anche se non sono soddisfatta per nulla della mia vita in generale, preferisco esserlo e cercare ogni giorno di migliorare piuttosto che essere la casalinga-mamma-donna sottomessa e "felice".

sabato 24 aprile 2010

C'era una volta...

C'era una volta una ragazza che faceva due lavori: uno di 8 ore (in ufficio, quello ufficiale), uno di un paio d'ore in palestra come insegnante (quello della passione), poi casa, cucina, pulizie, cene varie, aperitivi vari... la chiamavano wonderwoman. Piano piano, un po' in silenzio, quella ragazza è morta, non c'è più, messa a tacere per sempre, è stata sepolta e al suo posto è comparsa un po' all'improvviso una donna, una mamma, una che se le chiedi di andare a cena fuori per lei è quasi una sofferenza, una che la sera alle 22 è già sotto le coperte, una che lo step non sa più neanche che cos'è. Ogni tanto la mamma cammina per strada, vede una ragazza carina, curata, vestita sportiva con un bel fisico e allora si ricorda della sua vita precedente, si ricorda che una volta aveva una vita sua, bellissima e fitta di impegni e ha un po' di nostalgia, le manca quella ragazza. Quando torna a casa sono le 14 e arriva il pulmino con a bordo la piccola Lisbeth, nell'istante in cui la vede quasi si commuove per quanto è tenera e tutta la sua nostalgia svanisce in una frazione di secondo e quasi si vergogna solo per averla provata.

giovedì 22 aprile 2010

Earth day 2010

I miei buoni propositi per oggi e per i giorni a venire sono tanti ma ce ne sono due che mi stanno particolarmente a cuore:
- i detersivi, usarli eco e soprattutto riciclare il contenitore
- convincere i miei parenti (genitori e nonni) a fare sul serio la raccolta differenziata
Quest'ultimo merita una precisazione, da quando avevo circa 12 anni a scuola ci hanno insegnato ad amare l'ambiente e a seguire comportamenti "ecologici" (avevo una maestra fantastica se si considera che era il 1990), purtroppo molti di questi li ho potuti mettere in pratica solo quando sono andata a vivere da sola (per fortuna molto presto!!!). Quindi è da quando avevo 12 anni, esattamente 20 anni (!!!) che cerco di cambiare le abitudini della mia famiglia ma finora è stato quasi impossibile. Considero una vera missione spiegare per l'ennesima volta a mia mamma che l'umido ha un suo cestino e bisognerebbe usarlo, che esistono contenitori per le pile e per i medicinali usati e che l'acqua del rubinetto è buonissima. Con i miei nonni cerco di essere più paziente ma devo dire che sono loro che mi stanno dando più soddisfazioni...

venerdì 16 aprile 2010

Meglio tardi che mai


Finalmente qualcosa si muove! Come si può leggere qui la provincia di Ancona ha promosso una bella iniziativa per far conoscere e incentivare l'uso dei pannolini lavabili. Hanno deciso di sottolinearne quasi esclusivamente il beneficio economico con lo slogan "risparmi un bel popò" anche se i motivi del loro utilizzo possono e dovrebbero essere anche altri (come ne ho parlato qui) ma questo non importa, la cosa che mi rallegra è il fatto che se ne parli.

Ultimamente se n'è chiacchierato assai in vari blog di mamme a causa della ben nota campagna promossa da una delle famose marche di pannolini U&G. Ora sono contenta perchè questa è una prova che negli ultimi anni la conoscenza e la coscienza sia delle istituzioni sia dei neogenitori sta cambiando. Spero che anche io, nel mio piccolo, posso aver dato e darò il mio contributo.

sabato 3 aprile 2010

Riflessioni

Lo so che il modo di essere mamma è unico e che ogni donna trova la strada migliore per lei e per il suo cucciolo però ci sono certe cose che mi sembrano assurde e che non riesco a far rientrare nella normale infinita varietà di comportamenti che una mamma può avere. La mia preoccupazione è capire se sono io che sono completamente fuori dal mondo o se alcune persone che conosco, anzi, che credevo di conoscere, sono "strane"? Tutto nasce dal fatto che ieri ho incontrato una mia amica, aveva partorito da 5 gg, ripeto 5 giorni, ed era sola, ripeto sola, tranquilla a fare shopping...
Le ho chiesto della bimba... a casa con il padre.
io: l'allatti?
lei: certo ma ha già preso degli orari, quindi posso uscire un po', non vedevo l'ora!
Ecco queste sono le cose che mi fanno capire quanto io sono stata e sicuramente sarò diversa, un po' handicappata e direi anche un po' imbranata come mamma. Sarà che, anche se ho partorito naturalmente, a causa dell'enorme episiotomia che mi hanno fatto, io non sono stata in grado di fare grandi passeggiate per lungo tempo, sarà che prima di prendere un certo ritmo e un certo orario la mia piccola ci ha messo almeno 2 mesi, quindi io a 5 gg dal parto mai e poi mai sarei sognata di uscire a fare shopping tranquilla con la scusa che avevo voglia di prendere un po' d'aria. Ma aldilà dei problemi fisici che potevo avere la diversità è che io per mesi non mi sono mai separata da mia figlia, era proprio una cosa inconcepibile per me, l'ho sempre portata con me dappertutto, anche dalla ginecologa... ecco qui sta la differenza più grande, ed è questo che mi ha sconcertato incontrando la mia amica.
Allora mi chiedo: sono io che sono stata estremamente ed esageratamente attaccata a mia figlia o è lei che è una mamma un po' degenere? oppure siamo semplicemente due esemplari diversi e opposti del genere delle mamme.

mercoledì 31 marzo 2010

Lavoretto pasquale




Questa è la nostra piantina pasquale/primaverile, sono semi di lenticchie. La piccola Lisbeth li ha seminati all'asilo (non so se a casa saremmo state così brave!) poi ci hanno affidato il piccolo bicchierino e noi lo abbiamo sistemato in questo funghetto che ci è piaciuto tanto. Ogni giorno gli diamo un goccio d'acqua e loro crescono velocissime, vedremo che succederà tra un po' di giorni...

lunedì 29 marzo 2010

Il linguaggio dei cuccioli

In occasione dei 18 mesi della piccola Lisbeth (compiuti già da un paio di giorni) volevo appuntarmi il suo "vocabolario": mamma, papà, pappa, no, nonna, nonno, cacca... ok questo è italiano ma quello che mi piace di più è la "sua" lingua:
  • si = hum hum
  • cappello = pappaooo
  • chiavi = pappò
  • fame = gnamgnam
  • nanna = nannaoooo
  • yogurt = daddaoo
  • bimbo/a = babbo
  • acqua = tattà
i versi degli animali? quelli li sa tutti perfetti neanche vivessimo in una fattoria! oltre ad altre poche parole in "simil italiano" fa un sacco di discorsi buffissimi, a volte comprensibili solo per la sua mamma... buon complimese piccola gattina!!!

domenica 21 marzo 2010

Benvenuta primavera!






Benvenuta primavera!
Spero che tu riesca a far scappare tutti i virus e batteri che ci stanno facendo soccombere... in fondo si sa che "non può piovere per sempre"

lunedì 15 marzo 2010

Certificati medici

Da quando la piccola Lisbeth ha iniziato ad andare all'asilo mi sono imbattuta nella losca e, a mio avviso, inutile faccenda dei certificati medici. Il suo asilo, credo come la maggior parte delle scuole, richiede il certificato dopo tre giorni di assenza.

E' giusto che un medico attesti che il bimbo "goda di buona salute" sia per il bambino stesso sia per la salute della piccola comunità ma questo, nel 90% dei casi non succede, in quanto il pediatra o altro medico, rilascia il certificato a priori senza nè vedere, nè tanto meno visitare il bimbo in questione. Non voglio fare una critica al mondo pediatrico primo perchè non si può fare di tutta un'erba un fascio, secondo perchè effettivamente nella realtà ci sono grandissime differenze a seconda del pediatra che si sceglie, però permettetemi di fare un piccolo elenco dei casi più frequenti di "ci sono quelli che":

  • a prescindere, ogni volta che ti serve un certificato è già pronto perchè o hanno una segretaria che li prepara e loro firmano senza che tu neanche li veda, oppure chiedi e ti sarà dato senza troppe domande
  • ci parli al telefono, ti chiedono a grandi linee, fidandosi di te, se tuo figlio sta bene, ok allora il certificato è pronto
  • ci parli al telefono, ti fanno una mega intervista con diecimila termini strettamente medici, ti fanno venire un sacco di dubbi, alla fine decidi che tuo figlio forse sta ancora male e al massimo lo porti in ambulatorio
  • ci parli al telefono... dicono che va tutto bene, poi alla fine ti chiedono di portarlo in ambulatorio per sicurezza
  • fanno certificati medici sempre e solo post visita per cui ti prepari per uscire e sai che perderai un pomeriggio intero in ambulatorio con il tuo bimbo anche se è stato a casa perchè era solo raffreddato
  • non ti importa neanche che dice il tuo pediatra perchè il tuo vicino di casa è un medico e basta suonargli il campanello per avere il magico foglietto di carta
Alla fine si spendono un sacco di soldi di carburante in viaggi tra casa-ambulatorio-casa, si spreca un sacco di carta, il pediatra spreca una buona parte del suo prezioso tempo, ma soprattutto qualcuno nella scuola o all'asilo ha mai letto il certificato? Ripeto non voglio mettere sotto accusa i medici, secondo me è proprio sbagliato tutto il sistema. E' chiaro che se le scuole e gli asili non richiedessero i certificati medici ci sarebbero molti genitori che senza farsi troppi problemi manderebbero tranquillamente a scuola i propri figli mezzi moribondi e contagiosi. La cosa più triste è che, proprio per i motivi esposti sopra, questo già accade! Accade quando pediatra non bravo o poco scrupoloso si accoppia con genitore incosciente/ menefreghista o semplicemente distratto, e per quello che ho potuto vedere, ciò si verifica molto molto molto spesso, allora la mia domanda è: a che cosa servono i certificati medici???
Ecco suggerisco di leggere qui il punto di vista di UPPA (Un Pediatra Per Amico)


venerdì 12 marzo 2010

Buongiorno

Stamattina la piccola Lisbeth alle 6:22, in piedi nel suo lettino con pingui sotto il braccio, urlava disperata MAMMAAAA, cosa potevo fare?! Lei ovviamente dopo essere uscita dal tunnel del virus ha affettuosamente contagiato me e papàmicio, per cui noi giacevamo moribondi sotto le coperte... Dopo alcuni minuti di pensieri confusi tipo: ok vado lì e cerco di riaddormentarla, ma ormai sono le 6 è impossibile- ok la lascio piangere e cerco di dormire, alla fine si stancherà...impossibile sia dormire che farla stancare e poi mica possiamo svegliare tutto il palazzo- ok mi alzo e la metto qui con noi a dormire, ok si mi piace... L'abbraccio tutta, prendo anche pingui (non sia mai che proprio a causa della sua assenza non riusciamo a riaddormentarci!), la porto nel lettone facendo finta di non vedere la sua manina che indicava il salotto, le spiego con calma che ancora è notte (non proprio) e che tutti fanno nannaò (così si esprime la piccola Lisbeth) e ci mettiamo giù in silenzio. 1,2,3,4,5,6,7,8,9 (cavoli penso, ha funzionato!) UEH UEH, MAMMA, con scatto felino mi scavalca e scende dal letto, sempre piangendo e imprecando contro sua madre (ancora mi chiedo perchè il padre che giaceva li vicino viene sempre ignorato), mi indica le pantofole e mi toglie le coperte... io... metto la testa sotto il cuscino... invano.

Dopo vari saliscendi e brevissimi minuti di silenzio alle 0714 eravamo in cucina lei già col suo biberon di latte, io zombie la guardavo pensando se con la nausea e tutto fosse stato saggio ingerire caffèlatte o buon sano thè.

sabato 6 marzo 2010

i frutti di stagione

ci risiamo... dal 18 gennaio ad oggi, a brevi intervalli l'una dall'altra, la piccola Lisbeth ha avuto: classica influenza (febbre, tosse, raffreddore), bronchite, virus intestinale, influenza bis, e oggi nuovamente vomito... wow che dire... mi sono stufata di questi "frutti di stagione" come dicono allegramente le nonne per consolarmi... loro che stanno a 500 km di distanza, in realtà riescono solo a innervosirmi

venerdì 5 marzo 2010

Rapporti tra bambini

I piccoli gattini non fanno altro che rotolarsi avvinghiati l'un l'altro, mordicchiarsi, leccarsi, e “giocando” a fare i grandi si allenano e imparano a vivere, e sopravvivere. I cuccioli del genere umano non fanno cose molto diverse e nei rapporti che instaurano tra i coetanei sperimentano ogni giorno le emozioni più forti, amore, odio, gioia e dolore, rabbia e stupore, senza filtri e spontanei all'ennesima potenza cercano di affermare la proprio personalità.

Una delle cose che mi ha sconvolto di più è stato vedere come i sentimenti di amore e odio, che noi adulti addolciamo chiamandoli simpatia e antipatia, sono i primi a manifestarsi nel rapporto tra i piccoli cuccioli umani.

La piccola Lisbeth già a 8 mesi (e forse anche prima ma non me ne sono accorta) aveva deciso irrevocabilmente che la figlia, quasi coetanea, di una delle mie migliori amiche le fosse antipatica. All'inizio credevo fosse solo una coincidenza: andavamo a spasso con i passeggini e lei sempre girata dall'altra parte, poi quando ci siamo viste in ambienti casalinghi in cui il contatto fisico era inevitabile, è esplosa la sua intolleranza verso l'altra. La prima volta le ho addirittura misurato la febbre perchè il suo umore era improvvisamente diventato nero, si lagnava a dismisura e credevo stesse male, invece appena la sua "amica" se ne è andata è ritornata la piccola Lisbeth di sempre, allegra, vivace, casinara. La cosa purtroppo si è ripetuta più volte ed ora se le chiedo: "ti piace Silvia?" lei risponde: "Bleeaaah" (espressione ancora più forte del suo solito "nooooo"). La mia amica mi ha appena comunicato che quest'estate prenderà in affitto una casa al mare accanto alla nostra, per me è bellissimo ma per la piccola Lisbeth? Passeremo un'estate di fuoco o posso sperare che crescendo le cose cambino...

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