
mercoledì 31 marzo 2010
Lavoretto pasquale

lunedì 29 marzo 2010
Il linguaggio dei cuccioli

- si = hum hum
- cappello = pappaooo
- chiavi = pappò
- fame = gnamgnam
- nanna = nannaoooo
- yogurt = daddaoo
- bimbo/a = babbo
- acqua = tattà
domenica 21 marzo 2010
Benvenuta primavera!
lunedì 15 marzo 2010
Certificati medici
Da quando la piccola Lisbeth ha iniziato ad andare all'asilo mi sono imbattuta nella losca e, a mio avviso, inutile faccenda dei certificati medici. Il suo asilo, credo come la maggior parte delle scuole, richiede il certificato dopo tre giorni di assenza.
E' giusto che un medico attesti che il bimbo "goda di buona salute" sia per il bambino stesso sia per la salute della piccola comunità ma questo, nel 90% dei casi non succede, in quanto il pediatra o altro medico, rilascia il certificato a priori senza nè vedere, nè tanto meno visitare il bimbo in questione. Non voglio fare una critica al mondo pediatrico primo perchè non si può fare di tutta un'erba un fascio, secondo perchè effettivamente nella realtà ci sono grandissime differenze a seconda del pediatra che si sceglie, però permettetemi di fare un piccolo elenco dei casi più frequenti di "ci sono quelli che":
- a prescindere, ogni volta che ti serve un certificato è già pronto perchè o hanno una segretaria che li prepara e loro firmano senza che tu neanche li veda, oppure chiedi e ti sarà dato senza troppe domande
- ci parli al telefono, ti chiedono a grandi linee, fidandosi di te, se tuo figlio sta bene, ok allora il certificato è pronto
- ci parli al telefono, ti fanno una mega intervista con diecimila termini strettamente medici, ti fanno venire un sacco di dubbi, alla fine decidi che tuo figlio forse sta ancora male e al massimo lo porti in ambulatorio
- ci parli al telefono... dicono che va tutto bene, poi alla fine ti chiedono di portarlo in ambulatorio per sicurezza
- fanno certificati medici sempre e solo post visita per cui ti prepari per uscire e sai che perderai un pomeriggio intero in ambulatorio con il tuo bimbo anche se è stato a casa perchè era solo raffreddato
- non ti importa neanche che dice il tuo pediatra perchè il tuo vicino di casa è un medico e basta suonargli il campanello per avere il magico foglietto di carta
venerdì 12 marzo 2010
Buongiorno
Stamattina la piccola Lisbeth alle 6:22, in piedi nel suo lettino con pingui sotto il braccio, urlava disperata MAMMAAAA, cosa potevo fare?! Lei ovviamente dopo essere uscita dal tunnel del virus ha affettuosamente contagiato me e papàmicio, per cui noi giacevamo moribondi sotto le coperte... Dopo alcuni minuti di pensieri confusi tipo: ok vado lì e cerco di riaddormentarla, ma ormai sono le 6 è impossibile- ok la lascio piangere e cerco di dormire, alla fine si stancherà...impossibile sia dormire che farla stancare e poi mica possiamo svegliare tutto il palazzo- ok mi alzo e la metto qui con noi a dormire, ok si mi piace... L'abbraccio tutta, prendo anche pingui (non sia mai che proprio a causa della sua assenza non riusciamo a riaddormentarci!), la porto nel lettone facendo finta di non vedere la sua manina che indicava il salotto, le spiego con calma che ancora è notte (non proprio) e che tutti fanno nannaò (così si esprime la piccola Lisbeth) e ci mettiamo giù in silenzio. 1,2,3,4,5,6,7,8,9 (cavoli penso, ha funzionato!) UEH UEH, MAMMA, con scatto felino mi scavalca e scende dal letto, sempre piangendo e imprecando contro sua madre (ancora mi chiedo perchè il padre che giaceva li vicino viene sempre ignorato), mi indica le pantofole e mi toglie le coperte... io... metto la testa sotto il cuscino... invano.
Dopo vari saliscendi e brevissimi minuti di silenzio alle 0714 eravamo in cucina lei già col suo biberon di latte, io zombie la guardavo pensando se con la nausea e tutto fosse stato saggio ingerire caffèlatte o buon sano thè.
sabato 6 marzo 2010
i frutti di stagione
venerdì 5 marzo 2010
Rapporti tra bambini
I piccoli gattini non fanno altro che rotolarsi avvinghiati l'un l'altro, mordicchiarsi, leccarsi, e “giocando” a fare i grandi si allenano e imparano a vivere, e sopravvivere. I cuccioli del genere umano non fanno cose molto diverse e nei rapporti che instaurano tra i coetanei sperimentano ogni giorno le emozioni più forti, amore, odio, gioia e dolore, rabbia e stupore, senza filtri e spontanei all'ennesima potenza cercano di affermare la proprio personalità.
Una delle cose che mi ha sconvolto di più è stato vedere come i sentimenti di amore e odio, che noi adulti addolciamo chiamandoli simpatia e antipatia, sono i primi a manifestarsi nel rapporto tra i piccoli cuccioli umani.
La piccola Lisbeth già a 8 mesi (e forse anche prima ma non me ne sono accorta) aveva deciso irrevocabilmente che la figlia, quasi coetanea, di una delle mie migliori amiche le fosse antipatica. All'inizio credevo fosse solo una coincidenza: andavamo a spasso con i passeggini e lei sempre girata dall'altra parte, poi quando ci siamo viste in ambienti casalinghi in cui il contatto fisico era inevitabile, è esplosa la sua intolleranza verso l'altra. La prima volta le ho addirittura misurato la febbre perchè il suo umore era improvvisamente diventato nero, si lagnava a dismisura e credevo stesse male, invece appena la sua "amica" se ne è andata è ritornata la piccola Lisbeth di sempre, allegra, vivace, casinara. La cosa purtroppo si è ripetuta più volte ed ora se le chiedo: "ti piace Silvia?" lei risponde: "Bleeaaah" (espressione ancora più forte del suo solito "nooooo"). La mia amica mi ha appena comunicato che quest'estate prenderà in affitto una casa al mare accanto alla nostra, per me è bellissimo ma per la piccola Lisbeth? Passeremo un'estate di fuoco o posso sperare che crescendo le cose cambino...
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